Il nido familiare è una risposta alternativa alla richiesta di assistenza alla prima infanzia cui non sempre i nidi comunali e le strutture private riescono a far fronte.
Il servizio nasce nella prima metà degli anni 90 sulla base dei modelli nord-europei delle Tagesmutter, letteralmente “mamme di giorno” che si mettono a disposizione per accudire assieme ai loro figli anche quelli di amci o vicini.
In Italia il modello viene adottato verso la fine degli anni Novanta nella provincia autonoma di Trento e poi esteso e regolamentato in via sperimentale nei primi anni 2000 nelle regioni Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Lazio. Seppure con le relative differenze, ciò che accomuna le sperimentazioni regionali è che un nido familiare deve avere la forma e gli intenti del no-profit diventando parte integrante di un sistema di interventi e di servizi sociali educativi a favore della prima infanzia, come previsto anche dalla legge n. 285/97 (Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza).

La casa, in quest’ottica, è l’ambiente ideale per la crescita e lo sviluppo del bambino nei primi anni di vita. Nel nido domiciliare il bambino trova un ambiente simile a quello familiare e trascorre il suo tempo vigilato da un adulto e con pochi altri bambini, anche di età differenti, come può accadere naturalmente in ogni famiglia.
Il nido familiare STRANIDO è dedicato ai bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 36 mesi
L’ambiente è strutturato per favorire l’esplorazione e l’autonomia personale in tutta sicurezza.
La giornata viene scandita da un ritmo di vita normale dove ci sono le routine, attività di gioco libero, gioco strutturato, laboratori di vario genere e uscite programmate.
